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sabato 5 giugno 2010

I bambini sono una MINIERA D'ORO




"Costretti a lavorare in una miniera d'oro, sono stati uccisi da esalazioni di piombo."

Chi? Dove? Ecco le prime domande che mi sono posta quando ho letto questa notizia, le risposte le ho avute. 110 bambini in Nigeria. Come al solito numeri e bambini vanno a braccietto e pericolosamente rischiamo di non distinguerli più.Di cosa mi stupisco, i bambini muoiono nel mondo,specialmente nei paesi poveri.E' abbastanza banale ed ipocrita "parlare" sempre di bambini che muoiono,che soffrono,che hanno fame,che sono malati. Verissimo è ipocrita e banale,ma è una realtà che ci imponiamo di non vedere.Nella mia vita ho avuto a che fare diverse volte con il binomio bambini-sofferenza,forse uno dei binomi più difficili da digerire. Ho visto bimbi "sofferenti" a causa di malattie,in fin di vita, aggrappati alla vita come scalatori ad una montagna, bimbi immobilizzati da capo a piedi ma carichi di energia vitale, bambini respirare come pesciolini fuori dall'acqua.Cosa hanno in comune con i bambini Nigeriani? Tutto e niente. Tutto perchè sono bambini e sono identici in qualsiasi parte del pianeta,tutto perchè,forse e sottolineo forse,l'unico valore veramente universale è la sofferenza.Niente perchè i bimbi cha vedo io soffrono senza un perchè,non c'è la "MANO" di nessuno a causare la loro sofferenza, i bimbi Nigeriani invece soffrono a causa di una "Disumanizzazione" diffusa, le loro sofferenze sono causate da una "MANO" nel vero senza della parola,di un altro essere umano. Questa differenza tra bimbi che soffrono senza un perchè e invece bambini che soffrono con un perchè mi fa davvero incazzare. Se non c'è un perchè non c'è nemmeno una soluzione,si può solo rendere il massimo,ma se invece c'è un perchè c'è anche la maniera di trovare una soluzione, ci SAREBBE il dovere di trovare una soluzione. Nel frattempo facciamoci sti 110 minuti di silenzio....
Anita

giovedì 13 maggio 2010

Nel passato

"Momenti di tensione, a Massa, al termine di un convegno sulla RU486, al quale ha partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova.

Alla fine dell'incontro, fuori dal teatro, un gruppo di donne favorevoli all'aborto e che avevano contestato Fiore sono state apostrofate da alcuni giovani presenti all'iniziativa, che hanno gridato "Stupratele che tanto abortiscono".

A pochi metri di distanza dal teatro sede del convegno, si è svolto anche un sit-in di forze di centrosinistra e associazioni, per manifestare pacificamente la loro contrarietà all'incontro e alla presenza di Fiore.

Non ci sono stati scontri, anche grazie al copioso schieramento di forze dell'ordine.

Per evitare che un cameraman di una tv locale riprendesse la scena delle grida contro il gruppo di donne, altre persone hanno cercato di sottrargli la telecamera, minacciandolo di non rientrare in teatro. Fiore si era già allontanato". Molti avranno letto questa notizia su internet,certamente non l'hanno sentita nei TG e tantomeno l'avranno letta su i maggiori quotidiani. Il fatto in sè è abberrante,ancora più abberrante è che non se ne sia parlato. L'aborto è un tema a me molto caro. Nel 2008 scrissi una lettera a Giuliano Ferrara che creò la lista "Aborto?No,grazie". La mia lettera nacque come conseguenza di una sua lettera intitolata "Io ex feto malato", ricordo quando lessi la sua lettera ero a scuola e mi si rivoltarono le budella. Tornai a casa e mi misi subito a scrivere.La lettera ebbe grande risalto,fu pubblicata su Panorama online e si aprì un forum di discussione. Con la mia lettera andai anche ad ANNOZERO,fu un esperienza bellissima. Vi propongo qui la mia Lettera.Spiega alla perfezione il mio pensiero riguardo l'aborto.

Lettera aperta a Giuliano Ferrara...

Io sono il feto malato....
Mi chiamo Anita ho 18 anni e sono un ex feto malato...ora sono una ragazza “malata”,ho una malattia neuromuscolare,in inglese SMA,molto simile alla sclerosi laterale amiotrofica , solo che la Sma colpisce i bambini. Si divide in tre forme la prima ossia la più grave impedisce quasi ogni movimento e si manifesta nei primi mesi di vita del bambino e colpisce anche l’apparato respiratorio e spesso provoca la morte entro i primi anni di vita,la seconda (della quale sono affetta io) si manifesta entro l’anno di vita e impedisce di camminare e porta alla scoliosi e anch’essa colpisce l’apparato respiratorio e porta all’utilizzo di un respiratore durante la notte e fin dai primi anni di vita all’utilizzo di una carrozzina elettrica,la terza è la meno grave ma porta comunque negli anni all’utilizzo della carrozzina. E’ una malattia genetica rara è quindi non rientra nelle patologie che vengono sottoposte al controllo prima della nascita, a meno che non ci siano casi in famiglia. Suppongo che la domanda sorga spontanea...sono contenta di essere nata? Ovviamente si, sono fiera di ciò che sono, amo la mia vita con tutte le sue difficoltà,vivo una vita piena molto più piena di quanto si possa immaginare,ho una famiglia stupenda che mi ha voluta,che quando ha saputo delle mia malattia ha avuto un primo momento di sconforto poi si è rimboccata le maniche e mi ha cresciuto normalmente come tutti gli altri bambini...Ora mi crescono come una ragazza “normale”(esiste la normalità?)...Nella mia vita sono passata da tante situazioni, dai reparti di neurologia pediatrica alle rianimazioni...ai convegni sulla mia malattia,che sono dei raduni carichi di speranza,di dolore, di gioia di vivere....Ho visto genitori straziati dal dolore di aver perso un figlio,tanto velocemente e con tante sofferenze...ho visto bimbi di 2 anni su una carrozzina attaccati ad un respiratore impossibilitati a muoversi dalla testa ai piedi,eppure carichi di vita, ne ho visti altri con lo sguardo stanco...Chi si batte tanto a parlare di vita, di diritto alla vita, temo che ne sappia ben poco del vero valore di questa parola, forse parliamo tanto di diritto alla vita di questi tempi perchè ci sembra di vivere passivamente e allora ci battiamo più che per il diritto di vita degli altri per riaccendere la nostra volontà di vivere. Qualcuno potrebbe dirmi “se tua madre avesse saputo della tua malattia tu non saresti nata”, si è vero, mia madre avrebbe avuto il difficilissimo e dolorosissimo compito di scegliere se perdere un figlio o metterlo al mondo anche se malato... Bene mia madre dopo aver avuto me ha provato a darmi un fratellino e ha fatto tutti gli esami ed è risultato che anch’esso era malato...potete immaginare la tragedia interna di mia madre... abortire e perdere un figlio e in un certo senso rinnegarmi o mettere al mondo un bimbo malato (senza sapere quale forma di malattia potesse avere).... bene mia madre da donna,da madre, ha preso la decisione più giusta....ossia abortire...E’ forse stata un mostro? un assassina? o forse è stata coraggiosa,saggia, e ha evitato di mettere al mondo un bimbo destinato a soffrire....Ognuno la può interpretare come vuole...ma è proprio questo il punto, la libertà. Per libertà non intendo poter fare ciò che si vuole (come spesso viene interpretata la libertà) ma essere liberi di poter compiere una scelta,dolorosa in qualsiasi caso, di non sentirsi dei mostri se si compie uno o l’altra scelta. Dio stesso ha fornito all’uomo il libero arbitrio... Concludo rivolgendomi direttamente a lei signor. Ferrara, io personalmente trovo la sua “lista-crociata” anti-abortista del tutto fuori posto, trovo decisamente inadeguato usare un tema così delicato e che tocca così profondamente e personalmente milioni di donne e di uomini, come campagna elettorale. Lei ha messo sullo stesso piano la moratoria sulla pena di morte e l’aborto, trovo difficile comprendere questa comparazione,visto che nel caso della moratoria sulla pena di morte si parla di evitare che persone adulte che hanno compiuto un crimine atroce, e già per questo hanno perso la loro umanità,vengano uccise, per evitare che anche la giustizia si disumanizzi, mentre nel caso dell’aborto parliamo di donne che si trovano davanti a un bivio atroce e non hanno nessuna colpa se non quella di cercare il meglio per sè e per i propri figli...Finisco dicendole che se per lei abortire è come compiere un’omicidio...bene...sono fiera che mia madre sia un’assassina. Cordiali saluti
Anita Pallara 18 anni ex feto malato.

sabato 8 maggio 2010

Voglio il ROSSO DIRETTO




Cosenza - (Adnkronos) - Jannate, 2 anni, ha una rara malattia genetica ed è tenuta in vita da una macchina. Nonostante le sia stata riconosciuta l'invalidità del 100 per cento non riesce ad avere il dovuto contributo statale perché figlia di stranieri con un permesso di soggiorno non definitivo. Come definire questa notizia? Ordinaria follia direi. Mi trovo stranamente senza parole,si perchè ad un certo punto le parole iniziano a perdere valore diventano "segnetti" senza senso. I vari TG dedicano ore di servizio al caso TOTTI-BALOTELLI e nemmeno 5 secondi a notizie del genere,perchè? Lo sò sarò ripetitiva ma mi chiedo e mi richiedo quanto ci stiamo imbarbarendo? Fino a che punto riusciremo ad arrivare? Io sono Italiana e ne sono fiera,ma il mio popolo non è questo. Se essere Italiani è questo allora io non voglio esserlo.Non possiamo nasconderci nel dire ma "no non è razzismo",affrontiamo la realtà SIAMO UN POPOLO RAZZISTA,non si tratta più di RAZZISMO LATENTE,ormai è RAZZISMO FOSFORESCENTE. Questa realtà mi fa paura e al tempo stesso mi fa schifo,certe notizie mi fanno venire la voglia di scappare. Ricordate un mese fa la bimba morta perchè il padre aveva il permesso di soggiorno scaduto? BAMBINI!!!Di questo parliamo,non criminali.Quando si arriva a questo si è vicini al punto di non ritorno. Questa poesia secondo me dovrebbe farci riflettere.



Prima degli altri vennero a prendere gli zingari.
Ed io fui contento perchè rubavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei.
restai in silenzio perchè mi erano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali.
E fui sollevato perchè mi davano fastidio.

Poi vennero a prendere i comunisti.
Ed io non dissi nulla perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me.
E non c'era più nessuno per protestare.



Bertolt Brecht

giovedì 6 maggio 2010

24:6=4 al mese




In Italia abbiamo la pena di Morte? No vero?! Eppure siamo al 24° morto suicida in carcere dall'inizio dell'anno. 24 persone si sono tolte la vita da Gennaio ad oggi.Cosa vuol dire? Non lo sò. Quello che sò è che se in un Paese occidentale che rifiuta la pena di morte ci sono 24 morti in meno di un anno c'è qualcosa che profondamente non funziona. Nel 2008 sono state giustiziate 37 persone negli Stati Uniti, a voi i commenti. 24 morti in 6 mesi 37 in un anno. Il suicidio in carcere è equivalente alla pena di morte, solo che lo Stato non si macchia direttamente ma gli "schizzi" arrivano. Il nostro Paese ha un grave problema con la giustizia e la legalità a tutti i livelli.E' proprio labile il concetto di giustizia,molto spesso si scambia vendetta per giustizia,altre volte si svende al ribasso il concetto di giustizia.Se ne parla talmente tanto che ci siamo dimenticati di cosa realmente sia. La legalità invece è un concetto che fatichiamo a comprendere se il concetto di giustizia è labile quello di legalità è quasi impercettibile, abbiamo talmente abbassato la soglia da rischiare di non vederla più. L'illegalità si è espansa a tutti i livelli dalla politica,alla scuola,al lavoro alla salute e noi ne siamo parte attiva.Stiamo sdoganando troppe cose,troppi mal costumi stanno diventando "Normali".Cosa c'entra con le morti carcere? C'entra che si stanno demolendo le fondamenta del paese.Non morire in carcere è un principio base di uno stato SANO.Avere rispetto del diverso sia con le parole che nei fatti è un principio base di uno stato SANO.La laicità è un principio base di uno stato SANO. La libertà d'informazione è un principio base di uno stato SANO.La trasparenza della classe dirigente è un principio base di uno stato SANO. L'Italia ha un Cancro che la sta divorando dall'interno ma continua ad andare dal medico sbagliato che le dice va tutto bene.Ha i sintomi ma ogni volta che li manifesta arriva qualcuno a somministrargli un Placebo,può funzionare per un pò ma alla fine la "malattia" esploderà e sarà allora che correremo a cercare un medico diverso.Resta solo da vedere se quando ci accorgeremo del cancro sarà troppo tardi? O se saremo in grado di cambiare medico prima? A noi la scelta.
Anita

giovedì 29 aprile 2010

L'uomo nero



Avni Er, vi dice niente questo nome? Forse ad alcuni si.Avni Er, che ha lasciato la Tunisia nel 1982 all'età di 11 anni e che non vi è mai ritornato, è stato arrestato il 1° aprile 2004 nell'ambito di un'operazione di polizia internazionale contro persone sospettate di reati di terrorismo. É stato condannato nel dicembre 2006 da una corte d'Assise di Perugia per la sua appartenenza all'organizzazione illegale Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-c) e condannato a sette anni di carcere ed espulsione.Lasciando un secondo il caso specifico di Avni,pensiamo alla condizione dello straniero quando arriva in Italia.Deve guadagnarsi la fiducia e il pane, ma come si guadangna la fiducia uno straniero,in un paese sempre più razzista? E' impresa ardua,se non impossibile. Il pane forse è più semplice da guadagnarsi, basta cedere e diventare schiavi.Peccato che non sia riconusciuta come professione "lo schiavo" altrimenti un sacco d'immigrati sarebbero regolari nel nostro Bel Paese. Più o meno un anno fa tra Italia e Malta si sfiorò la crisi diplomatica per il salvataggio di un barcone di immigrati,lasciato a largo da entrambe le nazioni. Giorni e giorni a largo,senza assistenza con donne,bambini, violando centomila convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo.L'Italia si prese una bella condanna,ma l'orrore rimane. A un anno di distanza l'Italia si è presa un'altra bella condanna dall'unione europea,proprio per il caso di Avni Er.Amnesty International aveva chiesto all'Italia di non rimpatriare Avni per rischio che subisca torture o maltrattamenti e in base al principio di diritto internazionale di non-refoulement, l'Italia non deve rinviare nessuno in un paese nel quale potrebbe rischiare la tortura o altri maltrattamenti o ogni altro tipo di violazione dei diritti umani.Ad un anno di distanza ci siamo aggiudicati quest'altra bella condanna. Direi che di anno in anno peggioriamo.Vi lascio con la condanna della corte di Strasburgo.


Corte di Strasburgo:
Violato dall'Italia l'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo che stabilisce che nessuno può essere sottoposto a tortura (Sentenza Trabelsi c. Italia, 13 aprile 2010).
La Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) ha condannato oggi l'Italia per l'espulsione di Mourad Trabelsi, l'ex imam di Cremona, in Tunisia, suo Paese natale. Secondo i giudici di Strasburgo le autorità italiane, rinviando Trabelsi in Tunisia, hanno violato l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo che stabilisce che nessuno può essere sottoposto a tortura o maltrattamenti
Le autorità italiane e quelle tunisine, secondo la Corte, non sono state in grado di dimostrare che da quando l'uomo è detenuto nelle carceri della Tunisia non abbia subito maltrattamenti. I giudici della Cedu sottolineano che nè la firma di trattati internazionali da parte della Tunisia, nè le leggi di questo Paese sono sufficienti a far ritenere che non esista un rischio concreto che Trabelsi, condannato per l'appartenenza in tempo di pace a un'organizzazione terroristica, non sia sottoposto a maltrattamenti. Inoltre, la Corte sottolinea che le affermazioni fatte dalle autorità tunisine sullo stato di salute di Trabelsi non sono corroborate da prove mediche e non dimostrano quindi che l'uomo non ha subito trattamenti contrari a quanto previsto dall'articolo 3 della convenzione. I giudici di Strasburgo hanno stabilito che l'Italia, che ha espulso Trabelsi nonostante la Corte le avesse imposto di non farlo, dovrà corrispondere all'uomo 15mila euro per danni morali e 6mila per le spese sostenute.

domenica 25 aprile 2010

25 Aprile siamo liberi?




Oggi 25 non voglio fare retorica. Vi lascio a 2 racconti partigiani che mi hanno colpita. W L'ITALIA!!!!!




Giornata grigia, piovosa, e la tristezza è mia compagna. Ho trovato un vecchio album di fotografie.
Con mani tremanti lo sfoglio. E tutto il mio passato ritorna veemente. Il caro zio Ernesto, che tanto amava noi nipoti, mi sorride, con dolcezza da una vecchia foto. La mia mente torna al lontano 1944, quando in Italia vigeva il caos. Sfollati a Montalto Pavese, ove avevamo una bella villa. Un giorno, mamma e Angelo, mio fratello, vanno a Casteggio, con il calesse. Ed io a giocare a tennis dai conti Balduino nel loro castello. Al ritorno a casa una amara sorpresa: la nostra domestica mi avvisa che sono arrivati i partigiani per prendere la mamma. Papà è lontano nelle Petrolifere di Fornovo Taro, essendo dirigente. I mezzadri mi consigliano di scappare per paura che i partigiani possano rivalersi su di me. Ho 14 anni, però incosciente, prendo la bicicletta e corro incontro ai miei cari per avvisarli, e ci riesco. Però torno a casa e trovo tutte le finestre e le porte aperte e la casa spoglia di tutto. I partigiani “garibaldini“, i più criminali comunisti, hanno rubato tutto. Io non so che fare. E’ buio. E’ notte. L’incoscienza della gioventù mi fa scendere a Casteggio dai miei cari, sempre in bicicletta. Quando sento delle voci maschili mi butto, istintivamente, in un fossato. E, col cuore in gola, odo dire: “Peccato non abbiamo preso la figlia del commendatore. Anche se giovane ci saremmo divertiti tutti quanti“. Questa frase non la dimenticherò mai più!

Dopo varie peripezie riusciamo ad arrivare a Nizza Monferrato, dai miei nonni materni, i quali appena ci vedono ci scongiurano di scappare perché hanno già preso lo zio Ernesto e cercano anche noi. Una giovane madre e due ragazzi di 14 e 16 anni… La grave colpa imputataci è l’essere una famiglia “Fedele al Duce!”. Dopo varie fughe e soste in vari posti, arriviamo a Cittiglio, un paesino del Varesotto Ove papà ha trovato una bella casa. Lo zio Ernesto Arzani (cognome di cui sono molto fiera) 31 anni, con un braccio anchilosato per frattura giocando a calcio, indi esente dal militare è stato preso in un agguato, portato in un bosco dai partigiani comunisti “garibaldini“, amici d’infanzia di mio zio, lo hanno portato in un cascinale. Ove vi erano tre ufficiali della R. S. I., prigionieri. Ciò che è stato perpetrato a mio zio è inenarrabile. Per prima cosa gli hanno rotto gli occhiali (lui così miope), poi per ore, gli mettevano il capo nel liquame di un gabinetto. Seviziato in tutti i sensi, rotti gli arti a bastonate, torturato per due giorni. Con secchi d‘ acqua lercia e denudato. Con una scure gli hanno spaccato il cranio ed ancora in vita gettato in una fossa con i tre ufficiali e sepelliti vivi!!! Quei bastardi, assassini non soddisfatti di ciò, hanno chiesto ai nonni del denaro, adducendo a scusa che lo zio era vivo e in un campo di concentramento. I miei cari nonni si sono spogliati di tutto, senza sapere che lo zio dopo quattro giorni era già stato ucciso. Il partigiano chiamato il “boia” per gli assassinii perpetrati, compreso lo zio , è stato castigato da Dio. Ed una bomba a mano, con cui si trastullava, è scoppiata e prima di morire ha avuto atroce agonia. Dio è giusto! Solo dopo due mesi si è saputo tutto questo e si è potuto andare a riprendere le spoglie (con difficoltà ) dello zio e portarlo nella tomba di famiglia.

Ma, quei maledetti non hanno finito di torturarci! Finita la guerra, il 25 aprile 1945, e persa malgrado gli illusi pensino di aver vinto... dopo alcuni giorni mamma ed io siamo andate a Milano per vedere la nostra casa. Quando suona il campanello ed io vado ad aprire la porta mi sento sbattere contro il muro con il calcio di un fucile che mi fa cadere a terra. E vedo orribili ceffi che prendono la mamma e la portano via, dopo averla picchiata con il fucile. Sola, impaurita torno a Cittiglio. Mamma è stata portata nelle carceri di San Vittore, in una piccola cella stipata di uomini e donne, senza potersi sedere, con un bugliolo per tutti, 2 giorni senza acqua e vitto. Poi portata nelle “famigerate scuole di via Palmieri“ (ricordo indelebile per i milanesi per le atrocità che si facevano) ove vi è anche il seguito romano di Mussolini e vari attori famosi. Io non saprò mai ciò che successe in quei locali, perché mamma ha sempre taciuto su quello che le hanno fatto subire i partigiani. Ogni mattina li caricano a centinaia su camion scoperti e li fanno girare per le vie di Milano. I cittadini che sino a pochi giorni prima osannavano al Duce ed al Fascismo, come orde di barbari lanciano su quei poveretti escrementi umani, bottiglie, pietre, sassi, tutto ciò che poteva ledere. Di notte i bastardi partigiani entrano nelle camerate e li avvisano che l’indomani saranno tutti uccisi, con ghigno satanico. Dopo 2 mesi di torture mamma, tramite avvocati, viene liberata, mentre i suoi compagni di carcere vengono quasi tutti uccisi nelle camere di tortura.

Perché i giovani debbono essere ignari di ciò che hanno fatto i partigiani?

A te, caro zio Ernesto, mai dimenticato, ed a te mamma che hai tanto sofferto, tu che hai sempre fatto del bene a tutti e sei stata una fervente cattolica praticante, dico arrivederci in Paradiso, ove saremo nuovamente uniti, finalmente felici!
ERCOLINA MILANE

Ultima lettera di un partigiano, Brigata Garibaldi, condannato a morte.

Sandra carissima,

dopo appena sette giorni dal mio arresto mi hanno condannato a morte, stamani. Ho agito in piena coscienza di

ciò che mi aspettava. Il tuo ricordo è stato per me di grande conforto in questi terribili giorni. Non hanno avuto la

soddisfazione di veder un attimo di debolezza da parte mia. Non mi sarei mai aspettato di scrivere la prima lettera

ad una ragazza in queste condizioni. Perché tu sei la prima ragazza che abbia detto qualcosa al mio cuore. Mi è

occorso molto tempo per capire cosa eri per me. Io ti amo, ti amo disperatamente. In questi giorni ho avuto

sempre un nome in mente: Sandra; due occhi luminosi - i tuoi - che hanno rischiarato la mia cella.

Sandra, non lasciarmi mai. Perdonami questa mia debolezza, sii forte come voglio e saprò esserlo io. Sii felice, è

il mio grande desiderio.

Bruno

Sta vicina a mia madre, ne ha tanto bisogno. Sandra, Sandra.


22 gennaio 1945, Carceri Giudiziarie di Torino


Unica considerazione che voglio fare o meglio una domanda.Noi faremmo questo per la nostra reale libertà?

mercoledì 21 aprile 2010

2010 Campioni del Mondo




Adoro il calcio ma in questo caso non è di calcio che parliamo o meglio il calcio è solo lo spunto. Scorro le notizie e mi appare "Bossi jr. dichiara che non tiferà Italia ai mondiali" primo pensiero "ecchisenefrega".Leggo tutta la notizia, "il trota" così viene chiamato, continua dicendo che lui non si riconosce nel tricolore, alla domanda se è mai stato al Sud lui risponde "Mai stato più giù di Roma".Diciamo che la notizia non mi sconvolge,come si dice la mela non cade mai lontana dall'albero.Non mi sconvolgo ma mi incazzo, il Trota è stato neo-eletto consigliere in Lombardia ha preso una carica istituzionale,facendo un parogone calcistico è come se il neo-allenatore dell'Italia dicesse "spero che vinca il Brasile" grideremmo tutti allo scandolo no? Invece il figlio di un ministro e neo-consigliere può tranquillamente dichiarare di non riconoscersi nel tricolore e la notizia non passa nei mezzi di comunicazione, così diventa una NONEWS. Certo vuoi dare spazio a una notizia del genere? Voglio dire sono solo esternazioni di una "Trota", però se i vari TG concedono spazi a varie ricerche improbabili, maggiorate e robe varie credo che cinque minuti al "Trota" si possano concedere. A forza di pensare che siano cose stupide,solo esternazioni, ci siamo ritrovati con un paese davvero spaccato a metà tra Nord e Sud, ci siamo ritrovati con una politica immigratoria ai limiti del disumano.Possiamo concedere a gente che ci rappresenta di "esternare" tutto ciò che li passa per la testa? Direi di no. Non si tratta di falso perbenismo si tratta di vero buon senso e di riacquistare un senso civico,etico e delle istituzioni. Questo processo di ri-educazione non possiamo pensare che arrivi dalla classe dirigente deve partire da noi.Un buon inizio potrebbe essere quello di non pensare sempre che siano solo "ESTERNAZIONI" iniziamo a prendere coscienza di ciò che diciamo e di ciò che sentiamo. Comunque mio caro Trota tranquillo quest'anno i mondiali non li vinciamo!
Anita

domenica 18 aprile 2010

Emergency

Come primo post ho il dovere di parlare di EMERGENCY e di ciò che sta succendendo lì. Ieri un amica mi ha chiesto di scrivere un pezzo per www.rlwebradio.com. Ed ecco il pezzo.

Come spieghi la guerra ha un bambino? Puoi dirgli che è per il suo futuro,per renderlo libero,puoi dirgli che non succederà niente di brutto a lui e alla sua famiglia.Così non spieghi la guerra a un bambino,così la spiegano a noi.Ci anestetizzano le coscienze,ci sentiamo meno colpevoli. Poi però ci sono i dati, quelli reali. Quelli che citano che una vittima su tre sono bambini. Inorridiamo vero? Ma le bombe non sono intelligenti? Dipende da cosa riteniamo intelligente, se riteniamo intelligente uccidere indistintamente donne uomini bambini e terroristi allora si le bombe sono intelligenti, se invece riteniamo intelligente curare indistintamente, nel pieno delle funzioni del giuramento di IPPOCRATE e senza erigersi a giustizieri, donne uomini bambini e terroristi allora riteniamo intelligente EMERGENCY. Quando un governo che si professa democratico arresta dei medici di una nazione Europea accusandoli di terrorismo senza avere alcuna prova è grave ma è ancora più grave quando lo STATO ITALIANO, che ha nei suoi principi costituzionali il ripudio della guerra, non fa niente per liberare i propri concittadini anzi le alte cariche dello stato quasi quasi esultano,questo è ALLARMANTE! Ho paura che con l’aria che tira arriveremo ad aver bisogno anche qui in Italia di un ospedale di EMERGENCY in cui vengano curati tutti indipendetemente dal tesserino sanitario in regola del proprio padre. Riprendendo un pò ingiustamente un motto di Cavour : LIBERO EMERGENCY IN LIBERO STATO.
Anita